giovedì 10 giugno 2010

SWAP E CDS


Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti.                    
Es.:  un soggetto A può acquistare un bond a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce ad un soggetto B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso. Questa struttura (chiamata IRS, cioè interest rate swap) può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni (con la strategia CPPI). Nell'accordo di swap vengono stabilite le date in cui i pagamenti verranno effettuati ed il modo in cui saranno calcolati.                                                                                           
È possibile distinguere varie tipologie di operazioni di swap sulla base dei flussi finanziari scambiati:

·    swap di interessi (Interest Rate Swap, IRS): è un contratto che prevede lo scambio periodico, tra due operatori, di flussi di cassa aventi la natura di "interesse" calcolati sulla base dei tassi di interesse predefiniti e differenti e di un capitale teorico di riferimento;
·  swap di valute (currency swap, CS): è un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti denominati in due diverse valute. Si pone quale scambio a pronti di una determinata valuta e nel contempo in uno scambio di eguale ammontare, ma di segno opposto, ad una data futura prestabilita.
·    swap di commodities: è un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti indicizzati al cambiamento di una commodity da un lato e a un tasso fisso dall'altro. Un esempio comune sono swap sul prezzo del petrolio (Oil swaps).
·    swap di protezione dal fallimento di un'azienda (Credit default swap, CDS). È un contratto di assicurazione che prevede il pagamento di un premio periodico in cambio di un pagamento di   protezione nel caso di fallimento di un'azienda di riferimento.

Il credit default swap (CDS) è uno swap che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato.
È un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito.
Il CDS è spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione.
Il CDS quindi rappresenta il costo per proteggersi dal rischio di default di un emittente, praticamente equivale ad un premio assicurativo annuo e di conseguenza si apprezza, diventando logicamente più costoso, al deteriorarsi della situazione finanziaria dell’emittente.  
I CDS, di conseguenza, oltre alla funzione di copertura, hanno anche funzione di indicatori di rischio, ma occorre fare attenzione perchè, la speculazione, consapevole di questo, spesso li manipola per far credere al mercato ciò che non è (che un’azienda sia più affidabile di quanto realtà lo sia, o che al contrario la voglia far apparire più debole di quanto nella realtà è).
Tipicamente la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato over-the-counter (non regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata.
Il CDS verrà pagato dall'emittente nel caso di 'credit event', chiamato anche 'default event', in parole semplici nel caso in cui sarà ufficializzato il fallimento, e tale compito spetta all'ISDA (International Swaps and Derivatives Association).
Se però sono i creditori a rinunciare volontariamente al credito o a parte di esso, per assurdo non sussiste il 'credit event' e quindi non scatta l'obbligo di rimborso per l'emittente.
In questi casi, chi volesse contestare la decisione dell'ISDA dovrebbe far ricorso all'ISDA stessa, ed in particolar modo alle cosiddette 'determination committee'.
In tal caso però, il problema sta nel fatto che ogni 'determination committee è composta da 15 membri, di cui 10 eletti dalle società emittenti di derivati (quindi i venditori) e solo 5 nominati dai fondi (quindi gli acquirenti).
Tale disparità tra le parti genera un evidente conflitto di interessi.
Altro compito dell'ISDA è quello di stabilire, in caso di 'crediti event' il valore degli asset della società fallita, utile per calcolare il prezzo dei CDS.

Es. - Il sottoscrittore di obbligazioni per 10 milioni di euro, con durata di 5 anni, emessa dalla Società Rischiosa, copre il rischio di insolvenza del debitore acquistando un CDS dalla Banca Derivati per un importo nominale di 10 milioni di euro, pagando ad esempio 200 punti base (2%) dei 10 milioni garantiti, quindi 200.000 euro.
Se la Società Rischiosa non è insolvente, allo scadere dei 5 anni restituisce il valore dell'obbligazione al sottoscrittore, che sopporta un costo per essersi "assicurato" tramite l'acquisto del CDS.
Tale costo riduce il rendimento dell'investimento e elimina il rischio di perdite da parte del sottoscrittore.
Se la Società Rischiosa è insolvente 3 anni dopo la sottoscrizione del CDS, il pagamento del premio è interrotto e la Banca Derivati rimborsa al sottoscrittore la perdita di 10 milioni di euro subita.
Qualora il merito di credito della Società Rischiosa migliorasse significativamente o fosse acquisita da una Società più solida dopo 3 anni, il sottoscrittore delle obbligazioni potrebbe eliminare o ridurre la sua posizione nel CDS vendendo sul mercato i rimanenti due anni di copertura.




Per finire ecco la tabella delle probabilità di default di un emittente in funzione del proprio CDS:



Calcolato da 2010 CMA Global Sovereign Credit Risk Report

( CPD = 0.0016 5Y CDS 0.843 R²=0.9908 )

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